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bancoinformatico

martedì 9 novembre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
bancoinformatico2
Da: francesco barnaba
Inviato: martedì 14 ottobre 2008 4.33
A: info@bancoinformatico.com
Oggetto: carità
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volevo sapere, oltre ad aiutare i peruviani, i preti ecc, tu quanti ci guadagni dal banco informatico
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Personalmente riesco a mantenere dignitosamente me e la mia famiglia. Quelli, come il presidente che ci legge in copia, che lo fanno come volontari (sono tanti e sono contenti di farlo) ci mettono del loro.
Ti ricordo poi che la normativa che regola le onlus non consente nessun profitto, neppure indiretto.
Se vuoi venire di persona a vedere, sarai il benvenuto.
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scusa ma non ho capito cosa voglia dire
"Ti ricordo poi che la normativa che regola le onlus non consente nessun profitto, neppure indiretto." e poi
"Personalmente riesco a mantenere dignitosamente me e la mia famiglia. "
se la normativa non consente nessun profitto, da dove proviene il tuo reddito?
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La mia retribuzione, come dipendente, deriva dalle risorse che entrano
nell associazione sotto forma di donazioni da parte di privati ed aziende,
secondo la vigente normativa fiscale che le regola, sotto forma di
finanziamenti di enti pubblici partecipando a bandi di progetti, sotto forma
di rimborso spese che chiediamo ai nostri destinatari per l approntamento
dei pc, sui quali vengono fatte operazioni di pulizia e di reinstallazione
del sistema operativo.
Quindi le risorse che entrano non costituiscono alcun profitto ma servono
unicamente a coprire i costi dell attività: struttura (magazzino e
laboratorio), trasporti, smaltimento dei rifiuti elettronici secondo le
norme vigenti, sito web, stipendi delle persone per le quali questo è il
lavoro ordinario ecc.
Saluti.
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ma allora il tuo stipendio (al di la  se sia indispensabile o meno, e al di la  se l azienda in generale è senza profitto) è profitto o non è profitto?
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Il mio stipendio non è profitto, come quello di qualunque dipendente.
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allora diamo una definizione di profitto. Profitto è compiere un azione e riceverne in cambio
una paga, di qualsivoglia natura. Non profitto invece è compiere un azione senza riceverne in cambio niente. Quindi il tuo stipendio come puo  essere non profitto?
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Sbagliato.
Profitto è la differenza tra ricavi e costi.
Il dipendente che prende lo stipendio alla fine del mese per il lavoro che
ha svolto fa profitto? No. (E  il mio caso e quello di tutti quelli che
lavorano con uno stipendio)
L associazione di volontariato (come la nostra) per la quale le entrate (che
ti ho dettagliato) sono minori o al massimo uguali alle uscite (che ti ho
dettagliato), fa profitto? No.
L azienda per la quale i ricavi superano i costi fa profitto? Sì.
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io parlavo del profitto in generale, non quello dell azienda. Chiamiamolo introito, guadagno, soldi. Onlus significa dare senza volere soldi in cambio, che non è il tuo caso perchè tu lavori ma in cambio vuoi dei soldi, il tuo stipendio. Se vuoi dei soldi per il tuo lavoro, perche  allora hai accesso a dei benefici, quali donazioni e sgravi fiscali, pensati per chi non ottiene soldi dal proprio lavoro? (onlus non vuol dire senza lucro, che è solo uno spregiativo, ma senza guadagno)
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Mi spiace, ma non hai capito proprio le caratteristiche di una onlus
(Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale: vuol dire proprio senza
lucro). Se per fare andare avanti la baracca serve il lavoro a tempo pieno
di qualcuno, mi dici come questo qualcuno vive se non riceve uno stipendio?
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e  la baracca che non va bene, perche  si basa su dei falsi dati, aziende che in un mercato normale chiuderebbero subito perchè, tornando all esempio di prima, le uscite sono sempre maggiori delle entrate, vengono tenute in vita artificialmente con donazioni, sgravi fiscali, finanziamenti pubblici ecc. mentendo, facendo credere che c è bisogno di un certo servizio quando in realta  non viene analizzato il costo di quel servizio. Per esempio le mense dei frati, vanno avanti perche  nessuno va a controllare quanto viene a costare un pasto che viene offerto ai poveri e la sua qualita , ne  i frati hanno nessuna intenzione di rendere pubblici i loro conti. E  il caso della tua azienda?
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Se non capisco male, per te possono esistere solo aziende profit, così che non ci siano donazioni o sgravi fiscali?
Andiamo a chiedere ai poveri che mangiano alle varie mense dei frati se sarebbero più contenti se tali mense chiudessero, solo perché non sanno quanto costa il servizio.
Per quanto riguarda noi, è lo stesso: senza la nostra attività moltissime persone (giovani, anziani, disabili, ecc.) non riuscirebbero ad avere un pc.
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non ho detto di chiudere queste mense: solo che se gli stessi soldi che comune e privati affidano ai frati fossero affidati a delle non onlus, i poveri non mangerebbero piu , come accade adesso, avanzi di Siticibo o aiuti cee e i soldi spariti chissa  dove, ma pranzi normali con un valore dfi almeno 4-5 volte quello delle onlus Cioè per 10 euro che incassa una onlus da  un pranzo del valore di 2-3 euro, mentre una non onlus sarebbe costretta a dare un pranzo del valore di 10 euro
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Allora? Hai perso la voce?

                                                                                                         post 16 

corruzione

domenica 31 ottobre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
La corruzione è uno dei mali maggiori dei nostri tempi.  E' in pratica una percentuale del costo di un'opera che il gestore trattiene per sè, sottraendo queste risorse all'opera stessa.  Soluzioni? Una potrebbe essere evitare qualsiasi contatto tra il gestore dell'opera e le ditte appaltatrici, con lo Stato Italiano a fare da intermediario. Il dolo nasce proprio dalla possibilità di scambiarsi favori, denaro, eccetera.  E’ difficile prendere una percentuale sul costo dell’appalto se non si conosce né numero di telefono né indirizzo della società appaltatrice. Intermediari dello Stato che potrebbero sempre mettere in contatto tra loro i gestori e le ditte appaltatrici ma che si potrebbero anche sostituire con un buon computer che ha tanti difetti ma anche qualche pregio, per esempio è incorruttibile (almeno i computer della nostra epoca, per quelli futuri non si sa. Ma tanto XP ci sarà anche fra 200 anni..).


                                                                                                          post 8 
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email all'Unicef

giovedì 28 ottobre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
L'Unicef e' un ente il cui obbiettivo e' il tornaconto economico, a dispetto del suo statuto in cui si dichiara onlus, associazione senza fini di lucro. Nelle email sotto la riprova: chiedendo di poter mandare dei soldi ad un bambino senza la loro intermediazione, si ottiene un netto rifiuto


Nell'immagine sopra: questa non e' l'Unicef, che sotto una copertina di ente solidale nasconde un'anima di utili e profitti


Dal sito dell'unicef:  la missione dell'UNICEF  è di mobilitare in tutto il mondo risorse, consenso e impegno al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente. Ho quindi provato a chiamare l'unicef per farmi dare l'indirizzo di un bambino africano per potergli mandare dei soldi, ma l'operatrice ha opposto un netto rifiuto, adducendo ogni volta una scusa diversa. La verità è che non voleva darmi l'indirizzo perchè i soldi devono passare prima da loro, così da potersi trattenere una percentuale: il loro obiettivo non è aiutare i bambini, ma guadagnarci sopra. Che poi effettivamente buona parte delle donazioni arrivi a destinazione non cambia l'inganno del dichiarare la solidarietà quando invece si mira al proprio personale guadagno.
Di seguito le scuse dei vari operatori onlus
Action Aid
Non posso darle l'indirizzo del bambino perchè deve prima avere il materiale informativo
-I soldi deve mandarli a noi perchè nei villaggi dei bambini non ci sono banche
-Mi dia l'indirizzo di un bambino africano di città
-I bambini di città non hanno bisogno, sono ricchi
Amref
Non possiamo darle l'indirizzo dei bambini perchè
-non funziona così
-chi glieli porta ai bambini?
Aiutare i bambini
Se tutte le persone fanno come lei, come si fa ad organizzare?
-Come fanno gli aiuti ad arrivare nei villaggi? Dobbiamo per forza farlo noi
-Lei mi da l'indirizzo e poi io ogni mese mando dei soldi sulla postepay del bambino
-Ma sono piccoli non possono avere la postepay
-Sulla postepay dei genitori
-Non ci sono banche per 100 Km
-Me ne dia uno di città
-Guardi le passo il responsabile
Solidaria onlus
-Buongiorno, vorrei adottare un bambino, se mi da l'indirizzo
-Le mandiamo una scheda con i dati del bambino
-Ma c'è l'indirizzo del bambino?
-Non, non c'è
-E come mai?
-Perchè c'è un progetto da seguire
-Si ma perchè non c'è l'indirizzo del bambino?
-Ma lei non sa come funziona, c'è tutta una prassi
-Non deve cambiare discorso, le ho fatto una domanda e risponda a quella
-Ma ha chiamato per dare fastidio?
-La risposta
-Ma le ho appena risposto
-Allora glielo dico io: non mi da l'indirizzo perchè i soldi devono passare da voi in modo da trattenervi la percentuale
-Guardi la telefonata si chiude qui, buongiorno


Signor Barnaba,
Ho appena letto la sua mail.
Le spiego brevemente perché lei non può avere l'indirizzo di un bambino.
Prima di tutto i bambini devono essere tutelati e quindi per questo motivo le onlus non danno l'indirizzo.
Solitamente poi i soldi vengono utilizzati per dare la possibilità ai bambini di frequentare una scuola,di avere un'istruzione,di ricevere materiale scolastico,vestiti etc.,oppure i soldi vengno utilizzati per progetti specifici(es.vaccinazioni,costruzioni di scuole,creazioni di pozzi,servizi igienici..età).
I bambini in Africa(nelle zone in cui di solito lavorano le onlus che ha citato)  vivono in villaggi molto piccoli e spesso molto distanti tra loro, dove non esistono strade,macchine, uffici postali, tanto meno carte postepay,dunque non le posseggono ne i bambini ne i loro genitori)
Non è possibile fare bonifici bancari e postali.
lei non può spedire dei soldi cosi. Prima di tutto perché non gli arriverebbero e secondo perché dare 50 euro in mano ad un bambino in Africa non servirebbero a molto,proprio perché questi soldi sono inseriti in un progetto più grande.
Forse non si rende pienamente conto della situazione di molti bambini in Africa,ma se crede realmente che i soldi donati non vengono stanziati come crede può sempre recarsi personalmente in Angola,Burkina Fasu etc..per rendersi conto di quello che le è stato detto.
Spero di esserle stata di aiuto e di averle chiarito la situazione.
Comitato Provinciale UNICEF Firenze
Via dei Serragli, 188R
50124 Firenze
Tel. 0552207144  Fax 055220618
www.unicef.it
Per ogni bambino
Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione

Gentile rappresentante dell’Unicef, grazie per la sua email che però, al contrario del suo auspicio, non mi chiarisce la situazione.
Anzi rafforza quello che io avevo denunciato nella mia di email, e cioè che la Unicef non è una onlus ma una azienda come tutte le altre che ha il profitto personale ed il tornaconto come primo obiettivo.
Infatti lei non parla mai di solidarietà, ma di regole di mercato, di strutture che io non avrei e che quindi renderebbero indispensabile l’intermediazione di enti come l’Unicef, con il ricatto nella parte finale della sua email in cui mi dice di andare personalmente in Africa a verificare la situazione sapendo che io non potrei spendere i 3000 euro (o quello che è) necessari per il viaggio mentre l’Unicef, che ne ha i mezzi, si.
Adesso mettiamo da parte l’utilità (o indispensabilità) dell’Unicef nel fare arrivare i soldi al bambino o altre questioni organizzative, che è un punto della questione ma non il punto principale, che invece è: l’ Unicef è una onlus, il cui obiettivo è la solidarietà, oppure una normale azienda che agisce secondo le regole del profitto?
 Perché quello  che lei mi dice nella sua email  non è quello che traspare dalla home page del vostro sito, o che dichiarate  ai benefattori ed agli enti Statali che erogano i finanziamenti, con i quali parlate appunto di aiuti al prossimo, umanità, solidarietà, ricevendone in cambio aiuti come donazioni, lasciti testamentari, agevolazioni fiscali ecc. che non potreste ricevere come azienda non onlus.
Riassumendo, o siete un ente di tipo a oppure un ente di tipo b:
a-            Siamo solidali e non vogliamo niente in cambio per aiutare un bambino
b-           Siamo un’azienda normale e per aiutare un bambino vogliamo la nostra parte
Sono due cose diverse, voi potete essere sia l’una che l’altra ma non potete passare dall’una all’altra (almeno da a a b, perché da b ad a nessuno lo vieterebbe), e cioè dichiarare a benefattori e Stato la solidarietà quando si tratta di incassare e poi comportarvi da azienda normale, con stipendiati e quant’altro quando si tratta di spendere i soldi che ricevete.
Resto in attesa di una sua eventuale smentita alle mie perplessità

Gentile signor Barnaba,
non capiamo le ragioni del suo accanimento su questioni che sono del tutto limpide e semplici.
L'UNICEF Italia (Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus) è una onlus, una ONG (Organizzazione non governativa) e al tempo stesso un'ente privato assimilabile a un'azienda per quanto concerne professionalità, sistemi di controllo interno e esterno (accountability), obblighi amministrativi e quant'altro.
Tutte le organizzazioni professionalmente dedite alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale hanno uno status giuridico analogo: ciò che ci caratterizza è che noi siamo anche accreditati dall'UNICEF Internazionale a parlare e agire a nome e per conto del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.
Tutte le Organizzazioni di cui sopra svolgono funzioni di tramite tra il donatore e i beneficiari, che non sono singoli individui ma gruppi, comunità o intere popolazioni. Scegliere di non frammentare l'aiuto in forme individuali è un semplice criterio di efficienza e equità: perché mai lei dovrebbe aiutare un bambino X di un villaggio e non il bambino Y, che vive a un passo dal primo e nelle medesime difficoltà? Perché aiutare un bambino su mille o su un milione?
A cosa servirebbe, se non a creare una dipendenza economica e affettiva? Se è quello ciò che lei cerca, non prenda in considerazione l'UNICEF né alcuna altra organizzazione che ha come fine lo sviluppo e l'autonomia delle comunità locali e dei Paesi in via di sviluppo (e non una astratta beneficenza, come lei erroneamente scrive).
Quanto a ciò che lei definisce "trattenute", si tratta di spese per investimenti che sono inevitabili per chiunque voglia fare in maniera seria raccolta di fondi. Senza persone con preparazione professionale, attrezzature tecnologiche adeguate, stampa di materiali, invio di lettere ecc., oggi non è possibile riuscire a raccogliere i fondi necessari per realizzare programmi di assistenza allo sviluppo degni di questo nome. Ci mostri un solo esempio di "fai da te" in questo settore (ossia, un ente che produce risultati concreti su vasta scala e a costo zero) e saremo lieti di darle ragione.

Distinti saluti

Alberto Atzori
Direzione Comunicazione
Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus
Via Palestro, 68 - 00185 Roma
Tel: +39 0647809211
Fax: +39 0647809272
www.unicef.it

Gentile signore, probabilmente la mia risposta non fugherà i suoi dubbi, ma spero possa aiutarla a guardare con occhio più benevolo quanti operano in questo campo. Sono una religiosa e anche la mia Congregazione, ormai da molti anni, svolge questo compito in terra di missione. Sono tanti i bambini che beneficiano di questo servizio e i "genitori adottivi" a distanza sanno bene chi siano i bambini che con i loro risparmi vengono aiutati, c'è la possibilità di scambiarsi foto e lettere... ma sempre per mezzo delle suore che lì seguono la crescita e la formazione dei bambini. Anche questa Comunità come tale ha dei bambini "in adozione" perché parte dei risparmi vengono usati con questo fine. Non si conosce l'indirizzo dei bambini per un problema di custodia di minori ed è assolutamente negativo far arrivare loro del denaro perché la condizione di bisogno dei minori è quasi sempre conseguenza di una cattiva amministrazione del denaro da parte di chi ne ha la parta potestà. Non si da denaro alle famiglie, si paga direttamente chi fornisce loro alimentari, abbigliamento e istruzione. Spero che il mio scritto possa aiutarla ad inserirsi in questo mondo meraviglioso con più serenità e rispetto di chi vi opera.

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Onlus

mercoledì 29 settembre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
definizione di Onlus: societa' mista pubblico-privata, che potendo scegliere prende il meglio dei due enti, quando non si potrebbe. Esempio pratico, le donazioni: alla richiesta di donazioni le onlus si fanno passare per enti pubblici (altrimenti non prenderebbero molti soldi: chi donerebbe qualcosa a qualcuno per aprirsi un bar?), all'atto di spenderli si fanno passare per enti privati (in maniera di poterne disporre a proprio piacimento)

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pubblico e privato

Pubblicato da frezzi 0 commenti


Regole nelle aziende pubbliche, nelle aziende private e nelle onlus che sono un misto fra le prime due 
Nelle due barrette in alto i doveri: le aziende pubbliche sono costrette, per legge, a far vedere i propri bilanci, le private no, regola rappresentata graficamente da una barretta piu' alta
Nelle due barrette in basso un'altra differenza tra un'azienda pubblica ed una privata: la possibilita' di chiedere soldi per gli altri, o per finalita' pubbliche, solidali, ecc. In questo caso conviene essere pubblici, perchè i privati non possono chiedere soldi per queste finalita'.
Le onlus sono un azienda mista, che sceglie il meglio delle due opzioni: pubblico quando si tratta di chiedere soldi e privata quando si tratta di spenderli, all'atto pratico come se questi enti possono chiedere soldi per il quartiere e poi usarli per pagarsi una vacanza al mare

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