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denuncia all'ACU

lunedì 10 gennaio 2011 Pubblicato da frezzi 0 commenti
Oggi 08 novembre 2010 richiesta di legalita' all'ACU, falsa associazione non profit il cui unico interesse e' il tornaconto economico a dispetto del proprio statuto




Spett.bile ACU, scrivo a proposito di un illecito nello Statuto della vostra associazione, che gode di benefici non spettanti giocando sulla ambiguita' lucro-non lucro ed azienda-dipendenti, ingannando finanziatori e donatori.
Inganno che gia' si intravede dall'uso di una forma dispregiativa del guadagno nello statuto, chiamato lucro per far credere che il guadagno illecito non va bene ed il guadagno lecito, come lo stipendio, va bene quando invece questo non corrisponde al vero.
Perche' l'ACU e' di fatto una associazione il cui fine e' il guadagno, celato sotto la voce "stipendi, consulenze, ecc" fatte passare per necessarie giocando sull'altra distinzione tra azienda e dipendenti, e facendo credere che solo l'azienda debba essere senza fini di lucro e non i dipendenti.
Avendo inoltre in questa maniera accesso illegale a finanziamenti, donazioni, lasciti testamentari, ecc.
Faccio quindi una richiesta di legalita' in via amichevole che la regola principale del vostro ente, senza scopo di lucro, valga anche per quanto riguarda stipendi, consulenze, eredita' ed entrate simili, nel termine di 15 giorni,
trascorsi i quali senza avere ricevuto risposta positiva sara' giocoforza il ricorso alla giustizia ordinaria.
Milano, 08 nov 2010 Francesco Barnaba

(versione corretta nella forma)
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l'inganno delle onlus: wikipedia

Pubblicato da frezzi 0 commenti
l'inganno delle onlus: sotto wikipedia, una delle tante truffe mascherate da beneficenza, per potere giustificare la incessante richiesta di denaro
immagine sotto la struttura tipo delle onlus: al  primo livello solo volontari e gente che non percepisce compenso (homepage, pagina richiesta donazioni). Al secondo livello i bilanci, e si cominciano a trovare gli stipendiati mischiati ai volontari. Infine all'ultimo livello, l'intestazione dei beni delle onlus (auto, immobili), dei conti bancari di donazioni e finanziamenti: qui si trovano professionisti, imprenditori, eccetera


Diciamo che tanti erano a dir poco scettici all'idea che dei volontari sparsi in tutto il mondo potessero unirsi per creare insieme un notevole compendio della conoscenza umana con il solo intento di condividerlo.

Sopra  la prefazione della annuale richiesta fondi: wikipedia viene presentata come un insieme di volontari. Sotto la pagina donazioni, e gia' si percepisce la truffa: i soldi arrivano direttamente al sig. Jimmy Wales e non ai volontari




Basta poi una breve navigazione nel sito per cominciare a scoprire le magagne:

(dal bilancio):
3.7.5. Conto postale e POS virtuale
- € 60
3.7.6. Commercialista
- € 600
3.7.7. Spese nuova sede Roma
- € 1.000


ecco comparire magicamente il commercialista, 600 euro (di solito un amico o un parente, il principio base delle truffe onlus), che invece non c'e' nella pagina iniziale delle donazioni, dove wikipedia e' presentata come unione di (soli) volontari;

(dalla relazione wikifondazione):

Rapporti con Wikipedia e la Wikimedia Foundation

Wikimedia Italia collabora con la Wikimedia Foundation, Inc., fondazione costituita secondo le leggi dello stato della Florida (USA). Tale fondazione non a scopo di lucro di diritto statunitense è stata costituita per la gestione tecnica dell'infrastruttura su cui si regge Wikipedia, l'enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari. Wikimedia Foundation gestisce i server che ospitano le versioni di Wikipedia nelle varie lingue e i progetti fratelli come Wikizionario, Wikiquote, Wikibooks, Wikisource, Wikinotizie, Wikimedia Commons e Wikispecies; ha inoltre la responsabilità legale per i contenuti di tali progetti, limitatamente al fatto che ne possiede i server.[2]

Niente pubblicità. Nessun guadagno. Nessun obiettivo finale recondito.

gia' gestire i server del quinto sito piu' visitato al mondo e' fonte di un buon reddito ( e magari ne e' anche proprietario), a dispetto delle dichiarazioni sopra (pagina richiesta donazioni)

Il sig. Jimmy Wales non e' un volontario, ma un (dalla stessa wikipedia):
Jimmy Donal Wales, detto Jimbo[2][3] (Huntsville, 8 agosto 1966 (EN) Intervista a Jimmy Wales sulla propria data di nascita[1]), è un imprenditore statunitense, noto per essere uno dei fondatori del progetto Wikipedia[4].
Dopo il bachelor's degree (laurea) all'università di Auburn si iscrive al dottorato di finanza dell'Università dell'Alabama, che abbandona dopo aver conseguito un master's degree (laurea magistrale). Si reiscrive all'Indiana University, sempre per un dottorato in finanza, ma abbandona prima di scrivere la tesi.[2] Wales prosegue diventando un agente di borsa a Chicago, dove nel giro di pochi anni si è guadagnato la sicurezza economica e una discreta ricchezza.





soldi per favore: ho bisogno!

soldi per wikipedia, ma, come in tutte le onlus, wales non ha nessun obbligo di fare quello che dice (sotto un esempio)

So Jimbeau cancelled an upcoming trip to Italy, Serbia, and Croatia, and got to work finding receipts. I helped process them. Subway ticket in Moscow: $0.50. Massage parlor in Moscow: priceless. Some were accepted; others were not, like the $650 spent on two bottles of wine during a dinner for four at Bern’s—I remember that one because he submitted it twice, once with the tip scratched out. I wonder if the students who gave up their lunch money to donate to Wikipedia would have approved of that expense. In the end he reached a deal with Brad—details unknown—and paid the Foundation about $7000 in two checks. I don’t know what happened with the rest, but the checks can be found in the list of donors.[...]

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ONLUS, associazione a falsa finalita'

Pubblicato da frezzi 0 commenti
telefonata a dipendente ACU piemonte, venerdi 28 ottobre 2010 (http://gradiniemappe.blogspot.com/2010/10/email-ad-unassociazione-consumatori.html)
(http://top7sette.blogspot.com/2010/10/email-allunicef.html)
- buongiorno, vorrei un informazione. Voi siete una onlus, senza lucro, ma lei lavora gratis o ha uno stipendio?
- ma come si permette? chi e' lei? a che titolo mi fa queste domande? io non sono tenuta a dirglielo
- io sono un cittadino a cui si rivolge la sua associazione, che come ente pubblico e' tenuto a mostrare questi dati
- la onlus e' senza lucro, senza profitto ma non noi dipendenti.  A lei cosa interessa?
- perche voi fate una falsa pubblicita', per potervi pagare gli stipendi quando invece dovreste lavorare gratis, come da statuto
- noi siamo sovvenzionati dalla regione piemonte
- guardi cominci a cercarsi un altro lavoro perche' come appartenente ad una onlus non le spetta nessun compenso
- va bene lo faro' buongiono

La ACU e' una delle tante ONLUS, associazione a falsa finalita', che gioca sull'ambiguita' tra lucro e non lucro e sull'ambiguita'  tra azienda e dipendenti

LUCRO-NON LUCRO
immagini sotto: le onlus chiamano il guadagno lucro, una forma spregiativa
(s. m. guadagno, vantaggio economico: ricavare, trarre un lucro; fare qualcosa per lucro, a scopo di lucro; associazione senza fini di lucro | lucro...lucrosoagg. che dà lucro, che è fonte di notevole guadagno: speculazione, professione lucrosa
§ lucrosamente av)

per far credere che il  lucro non va bene e il guadagno invece va bene, quando invece sono tutte e due forme di guadagno


la realta' e' quella dell'immagine sotto: il lucro ed il  non lucro sono entrambe forme di guadagno. Quindi anche gli stipendi sono forme di lucro, e di conseguenza le onlus non dovrebbero avere stipendiati all'interno delle loro organizzazioni ne' altre forme di compenso come rimborsi spesa, consulenze, eccetera
(UTILI E DIPENDENTI È vietata la distribuzione degli utili, ma "nulla toglie che alcuni soci possano percepire un compenso per determinate prestazioni svolte". Certo, non bisogna farla sporca. Il 4 giugno Massimo Zuccotti, presidente della Croce San Carlo, un'associazione di pubblica assistenza milanese, è stato arrestato dalla Finanza: aveva trasformato la sua onlus in una srl, tentando di vendere le quote dell'associazione a un volontario. Come inquadrare i dipendenti quando sei una onlus? Come volontari, aveva pensato Zuccotti: in questo modo non si pagano i contributi, quindi la retribuzione è in nero. "Firmavamo un foglio in cui si dichiarava di percepire i compensi in qualità di rimborso spese", hanno raccontato i finti volontari alla procura. )
immagine sopra: il lucro e' una forma dispregiativa del guadagno, rappresentata graficamente come periferia del guadagno. Periferia si', pero' sempre  "guadagno" e non  "non guadagno" come vorrebbero fare credere queste associazioni che mentono sapendo di mentire. La differenza? Se riesci a far credere a donatori e finanziatori che appartieni al rettangolo bianco e non al rettangolo giallo, puoi avere accesso alle agevolazioni (sotto, da wikipedia) (http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_non_lucrativa_di_utilit%C3%A0_sociale)

Agevolazioni fiscali [modifica]

La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda:
le imposte sui redditi;
l'imposta sul valore aggiunto (IVA);
altre imposte indirette.

Con la legge "+ Dai - Versi" si è resa possibile inoltre una maggiore deducibilità delle donazioni effettuate a favore delle organizzazioninonprofit ONLUS e si è così favorita l'attività di raccolta fondi.



AZIENDA-DIPENDENTI
La distinzione lucro-nonlucro va bene a livello concettuale, quando si tratta di parlare degli scopi della propria azienda. A livello legislativo l'inganno invece gioca soprattutto su di un'altra ambiguita', quella tra azienda e dipendenti per cui l'azienda in se stessa non ha profitti ed e' in regola. I dipendenti invece vengono fatti passare per "necessari" ed e' tra loro che si nascondono i piu' loschi individui, che non esitano ad inventarsi le piu' assurde finalita' solidaristiche pur di riuscire a pagare l'affitto

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bancoinformatico

martedì 9 novembre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
bancoinformatico2
Da: francesco barnaba
Inviato: martedì 14 ottobre 2008 4.33
A: info@bancoinformatico.com
Oggetto: carità
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volevo sapere, oltre ad aiutare i peruviani, i preti ecc, tu quanti ci guadagni dal banco informatico
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Personalmente riesco a mantenere dignitosamente me e la mia famiglia. Quelli, come il presidente che ci legge in copia, che lo fanno come volontari (sono tanti e sono contenti di farlo) ci mettono del loro.
Ti ricordo poi che la normativa che regola le onlus non consente nessun profitto, neppure indiretto.
Se vuoi venire di persona a vedere, sarai il benvenuto.
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scusa ma non ho capito cosa voglia dire
"Ti ricordo poi che la normativa che regola le onlus non consente nessun profitto, neppure indiretto." e poi
"Personalmente riesco a mantenere dignitosamente me e la mia famiglia. "
se la normativa non consente nessun profitto, da dove proviene il tuo reddito?
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La mia retribuzione, come dipendente, deriva dalle risorse che entrano
nell associazione sotto forma di donazioni da parte di privati ed aziende,
secondo la vigente normativa fiscale che le regola, sotto forma di
finanziamenti di enti pubblici partecipando a bandi di progetti, sotto forma
di rimborso spese che chiediamo ai nostri destinatari per l approntamento
dei pc, sui quali vengono fatte operazioni di pulizia e di reinstallazione
del sistema operativo.
Quindi le risorse che entrano non costituiscono alcun profitto ma servono
unicamente a coprire i costi dell attività: struttura (magazzino e
laboratorio), trasporti, smaltimento dei rifiuti elettronici secondo le
norme vigenti, sito web, stipendi delle persone per le quali questo è il
lavoro ordinario ecc.
Saluti.
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ma allora il tuo stipendio (al di la  se sia indispensabile o meno, e al di la  se l azienda in generale è senza profitto) è profitto o non è profitto?
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Il mio stipendio non è profitto, come quello di qualunque dipendente.
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allora diamo una definizione di profitto. Profitto è compiere un azione e riceverne in cambio
una paga, di qualsivoglia natura. Non profitto invece è compiere un azione senza riceverne in cambio niente. Quindi il tuo stipendio come puo  essere non profitto?
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Sbagliato.
Profitto è la differenza tra ricavi e costi.
Il dipendente che prende lo stipendio alla fine del mese per il lavoro che
ha svolto fa profitto? No. (E  il mio caso e quello di tutti quelli che
lavorano con uno stipendio)
L associazione di volontariato (come la nostra) per la quale le entrate (che
ti ho dettagliato) sono minori o al massimo uguali alle uscite (che ti ho
dettagliato), fa profitto? No.
L azienda per la quale i ricavi superano i costi fa profitto? Sì.
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io parlavo del profitto in generale, non quello dell azienda. Chiamiamolo introito, guadagno, soldi. Onlus significa dare senza volere soldi in cambio, che non è il tuo caso perchè tu lavori ma in cambio vuoi dei soldi, il tuo stipendio. Se vuoi dei soldi per il tuo lavoro, perche  allora hai accesso a dei benefici, quali donazioni e sgravi fiscali, pensati per chi non ottiene soldi dal proprio lavoro? (onlus non vuol dire senza lucro, che è solo uno spregiativo, ma senza guadagno)
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Mi spiace, ma non hai capito proprio le caratteristiche di una onlus
(Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale: vuol dire proprio senza
lucro). Se per fare andare avanti la baracca serve il lavoro a tempo pieno
di qualcuno, mi dici come questo qualcuno vive se non riceve uno stipendio?
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e  la baracca che non va bene, perche  si basa su dei falsi dati, aziende che in un mercato normale chiuderebbero subito perchè, tornando all esempio di prima, le uscite sono sempre maggiori delle entrate, vengono tenute in vita artificialmente con donazioni, sgravi fiscali, finanziamenti pubblici ecc. mentendo, facendo credere che c è bisogno di un certo servizio quando in realta  non viene analizzato il costo di quel servizio. Per esempio le mense dei frati, vanno avanti perche  nessuno va a controllare quanto viene a costare un pasto che viene offerto ai poveri e la sua qualita , ne  i frati hanno nessuna intenzione di rendere pubblici i loro conti. E  il caso della tua azienda?
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Se non capisco male, per te possono esistere solo aziende profit, così che non ci siano donazioni o sgravi fiscali?
Andiamo a chiedere ai poveri che mangiano alle varie mense dei frati se sarebbero più contenti se tali mense chiudessero, solo perché non sanno quanto costa il servizio.
Per quanto riguarda noi, è lo stesso: senza la nostra attività moltissime persone (giovani, anziani, disabili, ecc.) non riuscirebbero ad avere un pc.
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non ho detto di chiudere queste mense: solo che se gli stessi soldi che comune e privati affidano ai frati fossero affidati a delle non onlus, i poveri non mangerebbero piu , come accade adesso, avanzi di Siticibo o aiuti cee e i soldi spariti chissa  dove, ma pranzi normali con un valore dfi almeno 4-5 volte quello delle onlus Cioè per 10 euro che incassa una onlus da  un pranzo del valore di 2-3 euro, mentre una non onlus sarebbe costretta a dare un pranzo del valore di 10 euro
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Allora? Hai perso la voce?

                                                                                                         post 16 

email all'Unicef

giovedì 28 ottobre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti
L'Unicef e' un ente il cui obbiettivo e' il tornaconto economico, a dispetto del suo statuto in cui si dichiara onlus, associazione senza fini di lucro. Nelle email sotto la riprova: chiedendo di poter mandare dei soldi ad un bambino senza la loro intermediazione, si ottiene un netto rifiuto


Nell'immagine sopra: questa non e' l'Unicef, che sotto una copertina di ente solidale nasconde un'anima di utili e profitti


Dal sito dell'unicef:  la missione dell'UNICEF  è di mobilitare in tutto il mondo risorse, consenso e impegno al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente. Ho quindi provato a chiamare l'unicef per farmi dare l'indirizzo di un bambino africano per potergli mandare dei soldi, ma l'operatrice ha opposto un netto rifiuto, adducendo ogni volta una scusa diversa. La verità è che non voleva darmi l'indirizzo perchè i soldi devono passare prima da loro, così da potersi trattenere una percentuale: il loro obiettivo non è aiutare i bambini, ma guadagnarci sopra. Che poi effettivamente buona parte delle donazioni arrivi a destinazione non cambia l'inganno del dichiarare la solidarietà quando invece si mira al proprio personale guadagno.
Di seguito le scuse dei vari operatori onlus
Action Aid
Non posso darle l'indirizzo del bambino perchè deve prima avere il materiale informativo
-I soldi deve mandarli a noi perchè nei villaggi dei bambini non ci sono banche
-Mi dia l'indirizzo di un bambino africano di città
-I bambini di città non hanno bisogno, sono ricchi
Amref
Non possiamo darle l'indirizzo dei bambini perchè
-non funziona così
-chi glieli porta ai bambini?
Aiutare i bambini
Se tutte le persone fanno come lei, come si fa ad organizzare?
-Come fanno gli aiuti ad arrivare nei villaggi? Dobbiamo per forza farlo noi
-Lei mi da l'indirizzo e poi io ogni mese mando dei soldi sulla postepay del bambino
-Ma sono piccoli non possono avere la postepay
-Sulla postepay dei genitori
-Non ci sono banche per 100 Km
-Me ne dia uno di città
-Guardi le passo il responsabile
Solidaria onlus
-Buongiorno, vorrei adottare un bambino, se mi da l'indirizzo
-Le mandiamo una scheda con i dati del bambino
-Ma c'è l'indirizzo del bambino?
-Non, non c'è
-E come mai?
-Perchè c'è un progetto da seguire
-Si ma perchè non c'è l'indirizzo del bambino?
-Ma lei non sa come funziona, c'è tutta una prassi
-Non deve cambiare discorso, le ho fatto una domanda e risponda a quella
-Ma ha chiamato per dare fastidio?
-La risposta
-Ma le ho appena risposto
-Allora glielo dico io: non mi da l'indirizzo perchè i soldi devono passare da voi in modo da trattenervi la percentuale
-Guardi la telefonata si chiude qui, buongiorno


Signor Barnaba,
Ho appena letto la sua mail.
Le spiego brevemente perché lei non può avere l'indirizzo di un bambino.
Prima di tutto i bambini devono essere tutelati e quindi per questo motivo le onlus non danno l'indirizzo.
Solitamente poi i soldi vengono utilizzati per dare la possibilità ai bambini di frequentare una scuola,di avere un'istruzione,di ricevere materiale scolastico,vestiti etc.,oppure i soldi vengno utilizzati per progetti specifici(es.vaccinazioni,costruzioni di scuole,creazioni di pozzi,servizi igienici..età).
I bambini in Africa(nelle zone in cui di solito lavorano le onlus che ha citato)  vivono in villaggi molto piccoli e spesso molto distanti tra loro, dove non esistono strade,macchine, uffici postali, tanto meno carte postepay,dunque non le posseggono ne i bambini ne i loro genitori)
Non è possibile fare bonifici bancari e postali.
lei non può spedire dei soldi cosi. Prima di tutto perché non gli arriverebbero e secondo perché dare 50 euro in mano ad un bambino in Africa non servirebbero a molto,proprio perché questi soldi sono inseriti in un progetto più grande.
Forse non si rende pienamente conto della situazione di molti bambini in Africa,ma se crede realmente che i soldi donati non vengono stanziati come crede può sempre recarsi personalmente in Angola,Burkina Fasu etc..per rendersi conto di quello che le è stato detto.
Spero di esserle stata di aiuto e di averle chiarito la situazione.
Comitato Provinciale UNICEF Firenze
Via dei Serragli, 188R
50124 Firenze
Tel. 0552207144  Fax 055220618
www.unicef.it
Per ogni bambino
Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione

Gentile rappresentante dell’Unicef, grazie per la sua email che però, al contrario del suo auspicio, non mi chiarisce la situazione.
Anzi rafforza quello che io avevo denunciato nella mia di email, e cioè che la Unicef non è una onlus ma una azienda come tutte le altre che ha il profitto personale ed il tornaconto come primo obiettivo.
Infatti lei non parla mai di solidarietà, ma di regole di mercato, di strutture che io non avrei e che quindi renderebbero indispensabile l’intermediazione di enti come l’Unicef, con il ricatto nella parte finale della sua email in cui mi dice di andare personalmente in Africa a verificare la situazione sapendo che io non potrei spendere i 3000 euro (o quello che è) necessari per il viaggio mentre l’Unicef, che ne ha i mezzi, si.
Adesso mettiamo da parte l’utilità (o indispensabilità) dell’Unicef nel fare arrivare i soldi al bambino o altre questioni organizzative, che è un punto della questione ma non il punto principale, che invece è: l’ Unicef è una onlus, il cui obiettivo è la solidarietà, oppure una normale azienda che agisce secondo le regole del profitto?
 Perché quello  che lei mi dice nella sua email  non è quello che traspare dalla home page del vostro sito, o che dichiarate  ai benefattori ed agli enti Statali che erogano i finanziamenti, con i quali parlate appunto di aiuti al prossimo, umanità, solidarietà, ricevendone in cambio aiuti come donazioni, lasciti testamentari, agevolazioni fiscali ecc. che non potreste ricevere come azienda non onlus.
Riassumendo, o siete un ente di tipo a oppure un ente di tipo b:
a-            Siamo solidali e non vogliamo niente in cambio per aiutare un bambino
b-           Siamo un’azienda normale e per aiutare un bambino vogliamo la nostra parte
Sono due cose diverse, voi potete essere sia l’una che l’altra ma non potete passare dall’una all’altra (almeno da a a b, perché da b ad a nessuno lo vieterebbe), e cioè dichiarare a benefattori e Stato la solidarietà quando si tratta di incassare e poi comportarvi da azienda normale, con stipendiati e quant’altro quando si tratta di spendere i soldi che ricevete.
Resto in attesa di una sua eventuale smentita alle mie perplessità

Gentile signor Barnaba,
non capiamo le ragioni del suo accanimento su questioni che sono del tutto limpide e semplici.
L'UNICEF Italia (Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus) è una onlus, una ONG (Organizzazione non governativa) e al tempo stesso un'ente privato assimilabile a un'azienda per quanto concerne professionalità, sistemi di controllo interno e esterno (accountability), obblighi amministrativi e quant'altro.
Tutte le organizzazioni professionalmente dedite alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale hanno uno status giuridico analogo: ciò che ci caratterizza è che noi siamo anche accreditati dall'UNICEF Internazionale a parlare e agire a nome e per conto del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.
Tutte le Organizzazioni di cui sopra svolgono funzioni di tramite tra il donatore e i beneficiari, che non sono singoli individui ma gruppi, comunità o intere popolazioni. Scegliere di non frammentare l'aiuto in forme individuali è un semplice criterio di efficienza e equità: perché mai lei dovrebbe aiutare un bambino X di un villaggio e non il bambino Y, che vive a un passo dal primo e nelle medesime difficoltà? Perché aiutare un bambino su mille o su un milione?
A cosa servirebbe, se non a creare una dipendenza economica e affettiva? Se è quello ciò che lei cerca, non prenda in considerazione l'UNICEF né alcuna altra organizzazione che ha come fine lo sviluppo e l'autonomia delle comunità locali e dei Paesi in via di sviluppo (e non una astratta beneficenza, come lei erroneamente scrive).
Quanto a ciò che lei definisce "trattenute", si tratta di spese per investimenti che sono inevitabili per chiunque voglia fare in maniera seria raccolta di fondi. Senza persone con preparazione professionale, attrezzature tecnologiche adeguate, stampa di materiali, invio di lettere ecc., oggi non è possibile riuscire a raccogliere i fondi necessari per realizzare programmi di assistenza allo sviluppo degni di questo nome. Ci mostri un solo esempio di "fai da te" in questo settore (ossia, un ente che produce risultati concreti su vasta scala e a costo zero) e saremo lieti di darle ragione.

Distinti saluti

Alberto Atzori
Direzione Comunicazione
Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus
Via Palestro, 68 - 00185 Roma
Tel: +39 0647809211
Fax: +39 0647809272
www.unicef.it

Gentile signore, probabilmente la mia risposta non fugherà i suoi dubbi, ma spero possa aiutarla a guardare con occhio più benevolo quanti operano in questo campo. Sono una religiosa e anche la mia Congregazione, ormai da molti anni, svolge questo compito in terra di missione. Sono tanti i bambini che beneficiano di questo servizio e i "genitori adottivi" a distanza sanno bene chi siano i bambini che con i loro risparmi vengono aiutati, c'è la possibilità di scambiarsi foto e lettere... ma sempre per mezzo delle suore che lì seguono la crescita e la formazione dei bambini. Anche questa Comunità come tale ha dei bambini "in adozione" perché parte dei risparmi vengono usati con questo fine. Non si conosce l'indirizzo dei bambini per un problema di custodia di minori ed è assolutamente negativo far arrivare loro del denaro perché la condizione di bisogno dei minori è quasi sempre conseguenza di una cattiva amministrazione del denaro da parte di chi ne ha la parta potestà. Non si da denaro alle famiglie, si paga direttamente chi fornisce loro alimentari, abbigliamento e istruzione. Spero che il mio scritto possa aiutarla ad inserirsi in questo mondo meraviglioso con più serenità e rispetto di chi vi opera.

                                                                                                          post 6 

pubblico e privato

mercoledì 29 settembre 2010 Pubblicato da frezzi 0 commenti


Regole nelle aziende pubbliche, nelle aziende private e nelle onlus che sono un misto fra le prime due 
Nelle due barrette in alto i doveri: le aziende pubbliche sono costrette, per legge, a far vedere i propri bilanci, le private no, regola rappresentata graficamente da una barretta piu' alta
Nelle due barrette in basso un'altra differenza tra un'azienda pubblica ed una privata: la possibilita' di chiedere soldi per gli altri, o per finalita' pubbliche, solidali, ecc. In questo caso conviene essere pubblici, perchè i privati non possono chiedere soldi per queste finalita'.
Le onlus sono un azienda mista, che sceglie il meglio delle due opzioni: pubblico quando si tratta di chiedere soldi e privata quando si tratta di spenderli, all'atto pratico come se questi enti possono chiedere soldi per il quartiere e poi usarli per pagarsi una vacanza al mare

                                                                                                          post 4 

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